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L’Isola di Vulcano

Dai greci detto Hiera, poiché secondo la mitologia su questa isola si situavano le fucine di Efesto, dio del fuoco e fabbro che aveva per aiutanti i Ciclopi. Di essa parlano Tucidide e Aristotele. Gli studi di alcuni noti archeologi ed etno-antropologi, convergono nell’identificare il sito, come “Isola dei morti”.

Sulla base di alcuni indizi, essi sostengono che da tutte le isole Eolie, i morti venissero trasportati qui tramite rudimentali imbarcazioni, onde essere purificati dal dio del fuoco, con riti sacri. Il mancato ritrovamento di cadaveri fa supporre che, alla fine dei riti, le salme venissero trasportate e sepolte nelle isole di appartenenza. Diversamente altri sostengono che i cadaveri venissero seppelliti sull’Isola, ma la natura vulcanica del terreno ha cancellato ogni traccia dei resti umani.

Le numerose, antichissime, grotte scavate nella roccia, presenti in località Piano, sembrerebbero essere legate ai suddetti riti funerari. Successivamente i Romani ribattezzarono il dio Efesto, col nome di Vulcano, conseguentemente l’isola venne così chiamata. Ed è da qui che derivano i termini vulcano e vulcanesimo. Come si legge nella “Guida di Messina e dintorni ” del 1902, “In quelle acque, Ottaviano, durante la guerra con Sesto Pompeo, pose la sua stazione navale.